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I miei libri

Amore Limpido

Nuove prospettive di felicità per la vita di coppia - Erickson, Gardolo di Trento, 2011.

Anche questo libro è stato una svolta, ancora più personale, direi, nella mia vita , le mie esperienze di psicoterapia con le coppie, i workshop, i convegni si sono infatti in quegli ultimi anni sovrapposti a un tempo dolorosissimo e intenso che non poteva non influire sulle mie riflessioni sull’amore e sulla vita di coppia: la lunga malattia e poi la morte di mia moglie, dopo 35 anni di vita insieme.

L’esperienza personale e quella professionale, alla fine, si sono integrate in quello che considero “un atto d’amore” per le nostre anime, quando riescono a realizzare la propria affettività.

In tempi come questi di deterioramento delle relazioni affettive, di solitudine, di difficoltà a investire tempo ed energie nei rapporti umani, questo libro voleva andare contro corrente ed essere un invito a tornare all’essenza della nostra natura che è mite, affettiva, e prevalentemente altruistica, secondo le più recenti acquisizioni dell’evoluzionismo. Questo testo è anche l’esito dell’esperienza più che ventennale che Dianora Natoli Casalegno ed io abbiamo maturato facendo terapia alle coppie, in coppia. Avrebbe dovuto essere anche scritto a quattro mani se impegni improrogabili non l’avessero distolta dal lavoro di stesura.

 

 

 

 

INDICE

Introduzione
“Dimmi, amor mio, se tutto questo è vero”

  1. Ma perché ci innamoriamo e cos’è l’amore?
    “E li degrada quel servir senza ardore a stolte cose”
    Gli orientamenti esistenziali
  2. Sentire e assaporare, se no a che serve sbattersi tanto?
    “Vedere un Mondo in un granello di sabbia”
    Essenzialità, profondità, lentezza, leggerezza
  3. L’amore non è uguale per tutti
    “Mi offrirai quella sponda della tua vita che tu stessa non possiedi”
    Che amanti diventiamo?
  4. Le scelte in amore
    “Che importa, purché ci sia fuoco?in te, in me?"
    Ma per quale motivo scegliamo proprio quella persona lì?
  5. La coppia comincia il percorso
    “Un amore senza appartenenza. Senza avidità".
    Come si fa? Prime caratteristiche dell’amore limpido
  6. La coppia viaggia
    “A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più”
    Coppia si diventa, siamo solo all’inizio
  7. Due grandi alleati, il bene e il sesso
    “Su, amami davvero!”
    Essere amore
  8. Gli ingredienti della coppia amorosa
    “E poi la chiamo, contro tutto quello che verrà, moglie”
    Intimità, impegno, passione ed evoluzione
  9. La vita materiale e associativa
    “Ogni vita desidera un linguaggio, con parole e numeri, colori, linee, suoni”
    Nuova organizzazione, nuova cultura
  10. Quando gli amori vanno in crisi
    “Ma chi bacia la gioia in volo vive nell'alba dell'Eternità”
    Il valore delle difficoltà, oltre il conflitto
  11. Gli aiuti per le coppie, crescere insieme
    “Per sentire la vita della nostra terra apro tutti i sensi in festa”
    Il valore della consapevolezza e dell’evoluzione
  12. Gli aiuti per le coppie, sviluppare le personalità
    “Andiamo via, creatura mia, via verso l'Altrove”
    Il valore della crescita personale
  13. L’arte del dialogo, “le buone e le cattive maniere”
    “Se tu non parli?riempirò il mio cuore del tuo silenzio?e lo sopporterò”
    Il valore della comunicazione e della negoziazione
  14. Quando gli amori finiscono
    “Mancami sempre, come a volte la luna di notte, velata”
    Il valore di ciò che si è vissuto
  15. Oltre il due, per finire … e continuare
    “Fa’ voti che ti sia lunga la via, e colma di vicende e conoscenze”
    Il valore dell’evoluzione, non smettere mai

Anche questa copertina ha una bella storia: avevo inviato a Erickson diverse immagini, alcune buffe, altre serie o artistiche scaricate da internet, e poi la scannerizzazione di una vecchia fotografia che avevo in casa. Erano solo delle idee per una scelta che volevano fare loro. Senza saperne la provenienza hanno scelto quest’ultima che ritrae mia sorella e me, forse ad Auronzo o a Cortina d’Ampezzo dove qualche volta facevamo delle gite da bambini.
A Laura, mia sorella, scappava la pipì, il bacio non era certo spontaneo e io non mi riconosco così tosto e indifferente mentre eseguo quello che mi si dice.
Eppure è un’immagine bellissima e come simbolo di limpidezza ci sta benone.

Riporto qui una parte del primo capitolo che mi pare un estratto significativo per introdurre il mio modo di pensare alla vita affettiva e dunque all’amore maturo.

Tornare alla Natura

La vita degli esseri umani è dunque animata profondamente da una dolce condanna a una perenne evoluzione, una sopravvivenza sorvegliata in profondità da un collaudato sistema di premi di gioia, ma anche di allarmi e di malessere, tutte le volte che la direzione viene meno.
Siamo felici se continuiamo a soddisfare i nostri orientamenti esistenziali, non solo quando raggiungiamo un singolo obiettivo, pur se grandioso, come il matrimonio, il posto sicuro, la famiglia, una casa, la direzione di un’impresa ecc. ma se riusciamo ad alimentarci continuamente vivendo dentro un flusso continuo di aspirazioni realizzabili e, almeno in parte, continuamente realizzate.

La felicità è la benzina nel motore della vita, la motivazione ad agire, la vitalità, l’entusiasmo. E non si tratta solo di mantenere costante l’energia vitale, ma anche di non sprecare potenza inutilmente e di migliorare la qualità dell’esistenza. Così come non si mangia una volta sola, così l’essere umano ha bisogno con continuità di nutrire con la gioia i propri orientamenti esistenziali soddisfacendoli, così potrà essere, veramente e del tutto, “un essere umano”. Felice e contento, alla fine, anche se, come in tutte le favole che si rispettino, avrà incontrato orchi, streghe, cataclismi, invasioni, maledizioni, abbandoni nel bosco o sonni profondi. In ogni caso conservarci e divenire. Scrive Umberto Galimberti: “E guai a imboccare, per convenienza o per debolezza, una scelta che non è la nostra, guai a essere stranieri nella propria vita. Alla fine l’anima si ammala, perché la malattia, lo sappiamo tutti, è una metafora, la metafora della devianza dal sentiero della nostra vita. Bisogna essere se stessi, assolutamente se stessi. Questa è la forza d´animo.…. Siamo persino riconoscenti al ritmo del lavoro settimanale che giustifica l’abituale lontananza dalla nostra vita. E a quel lavoro ci attacchiamo come naufraghi che attendono qualcosa o qualcuno che li traghetti, perché il mare è minaccioso, anche quando il suo aspetto è trasognato.

Passiamo così il tempo della nostra vita, senza sentimento, senza nobiltà, confusi tra i piccoli uomini a cui basta, secondo Nietzsche: "Una vogliuzza per il giorno, una vogliuzza per la notte, fermo restando la salute". Perché ormai della vita abbiamo solo una concezione quantitativa. Vivere a lungo è diventato il nostro ideale. Il "come" non ci riguarda più, perché il contatto con noi stessi s´è perso nel rumore del mondo. Passioncelle generiche sfiorano le nostre anime assopite. Ma non le risvegliano. Non hanno forza. Sono state acquietate da quell’ideale di vita che viene spacciato per equilibrio, buona educazione. E invece è sonno, dimenticanza di sé.

Seguite il vostro cuore la bussola è nei sentimenti.” (la Repubblica”, 24 febbraio 2003)

Dobbiamo re-imparare a restare dentro la nostra Natura, seguendo i nostri orientamenti esistenziali, e proteggerla anche, e non lasciarla contaminare da scopi ed obiettivi inutili, spesso superflui e di poco pregio, checchè ne dicano i falsi profeti del progresso ad ogni costo, il progresso o ci dona felicità o non è.

La felicità di un essere umano sta proprio nella sua capacità di soddisfare tutte le sue pulsioni di base, il resto è sublimazione, spostamento, surrogato, poca cosa davvero, a confronto. Così come nella respirazione inspiriamo ed espiriamo, mettiamo dentro e lasciamo andare, così possiamo stare bene da soli e poi anche con gli altri, possiamo esplorare e poi fermarci, abbiamo bisogno di avventura e novità, ma anche, al contrario, di sicurezza, di tranquillità e protezione.

Abbiamo bisogno di innamoramento e di amore, di esaltazione e di tranquillità, di attaccamento solido, base sicura, protezione, ma anche di esplorazione e novità. Di casa e … motel. Di riposo e azione. Siamo Ulisse e al tempo stesso Penelope, Tex Willer e Kit Carson, Paperino e Paperina, Rolling Stones e Beatles, Tiziano Terzani e Oriana Fallaci, Stanlio e Ollio, Giacobbe ed Esaù, Lucifero e l’Arcangelo Gabriele, Buffon e Maradona. La vita può essere dunque continuamente gioiosa, ma dobbiamo essere in grado di proteggere, orientare e sorvegliare il nostro cammino, lasciare scorrere l’energia pulsionale dentro di noi, e poi assecondarla e direzionarla attentamente perché gli obiettivi della vita corrispondano esattamente ai bisogni esistenziali.

Non è la mente razionale adulta a farci agire, ma l’energia vitale del nostro bambino naturale e biologico. La saggezza, la competenza e la razionalità hanno il compito di attuarla e portarla a compimento e dare così un significato alla nostra vita, un senso al nostro esistere, per lasciare, alla fine, un mondo un po’ migliore di quello che abbiamo trovato. La Natura ci partorisce magnificamente predisposti per il nostro viaggio, ma è poi la Cultura a doverci rendere abili, sia maturando le potenzialità al loro apparire e trasformandole in capacità e sia aiutandoci ad individuare gli obiettivi veramente essenziali da perseguire per soddisfare ciascuna pulsione.

Questo dovrebbe essere, per inciso, il compito di tutte le società avanzate: dare a ciascuno la possibilità di acquisire le capacità per realizzare la propria essenza di essere umano, vivo e ben funzionante, amoroso, evolutivo e auto realizzato, sarebbe “rendere umani gli esseri umani”, come direbbe Urie Bronfenbrenner, attraverso politiche che favoriscono sì lo sviluppo psicologico sano dei bambini, ma anche un’organizzazione sociale che interagisca con loro in modo altrettanto sano favorendone appunto la realizzazione della propria umanità. Le mete significative a lunga scadenza danno un senso e una direzione alla vita delle persone, ma devono anche orientare le azioni del tempo presente, così come le scelte di oggi devono essere sì felici in sé, ma allo stesso tempo in linea, per ciascun orientamento esistenziale, con ciò che vogliamo ottenere in futuro. Vivere sì ogni attimo del presente, ma avendo ben chiaro dove andare.

Il teologo e filosofo Raimon Panikkar ci supporta in questa impostazione con i suoi straordinari studi sui fondamenti delle diverse religioni, le sue ricerche multiculturali a cavallo fra mondo occidentale e orientale lo hanno portato a descrivere i quattro centri universali della saggezza che l’essere umano deve vivere pienamente nella vita presente, essendone costituito, per realizzare se stesso e, citando le sue stesse parole “cooperare al dinamismo dell’universo”. La chiama la Quaeternitas Perfecta e corrisponde esattamente alla descrizione che abbiamo fatto noi degli orientamenti esistenziali anche se, naturalmente, con una maggior enfasi sugli aspetti trascendentali e spirituali relativi alla realizzazione di sé. In ogni caso si tratta di una descrizione dell’identità e della natura dell’essere umano, se pure ovviamente semplificativa e schematica (e, da notare, presente in tradizioni millenarie anche prima dello sviluppo delle grandi religioni monoteiste) che ci può aiutare a dare un senso alla nostra esistenza.

 


CENTRI DELLA
SAGGEZZA

Materiale
corpo (soma)
Individuale:
Io (psyche)
Relazionale:
essere (polis)
Spirituale:
spirito (kosmos)


simboli
arcaici

Terra
Acqua
Fuoco
Aria

simboli
greci

Soma
corpo
Psiche
anima
Polis
città
Kosmos
l'universo

simboli
indiani

Sarira
corpo fisico
Aham
l'io
Atman
comunità
Brahaman
infinità

comportamen.
indiano
tradizionale

Karman
Fare
Jnana
conoscere il
presente
Bhakti
amore e
dedizione
Tusnim
Calma ed
equanimità

comportamen.
occidentale
tradizionale



Conservare
Esistere
Esplorare
Imparare
Amare
Socializzare
Trascendenza
Religiosità

PULSIONI
NATURALI

SOPRAVVIVERE
CONOSCERE
APPARTENERE
REALIZZARE SE’

 

Raimon Panikkar: l’arte di ascoltare e la vita – il filo d’oro

Eccolo Raimon Panikkar, un maestro cui devo moltissimo. Non sono mai riuscito a conoscerlo di persona, ma ho potuto ascoltarlo in una sua conferenza a Milano e attraverso le registrazioni dei suoi discorsi. Ho letto diversi suoi libri, ne ha scritti moltissimi di teologia, altri sul buddismo e l’induismo, altri ancora più divulgativi come “La dimora della saggezza” Mondadori, Milano 2005 e “La nuova innocenza “ Milano 1993, che consiglio vivamente.

L’esperienza più bella è però, ora che non è più possibile incontrarlo, vedere i suoi video: la parola di Panikkar è comunicazione vera e palpitante, l’espressione autentica e vitale del suo contributo alla “co creazione dell’universo”.

E infine ecco un estratto dalla recensione apparsa sulla rivista Neopsiche, rivista di Analisi Transazionale e scienze umane, anno 2010, numero 9, a cura di Maurizio Martucci, Presidente dell’Associazione Italiana di Analisi Transazionale (AIAT)

Grazie Giorgio e grazie Dianora per l’opportunità che mi avete dato di recensire il Vostro libro. Grazie perché così ho potuto incontrare un’opera intrisa di tenerezza e sensibilità personale prima e professionale poi. Un libro limpido, come voi lo avete ben intitolato.
Innanzitutto un paradosso: è una lettura facile e complessa allo stesso tempo. Scorre come un saggio ma è complesso (nel senso che può essere affrontato a diversi livelli di profondità) da un punto di vista professionale …

Affascina la spigliatezza con cui gli Autori affrontano l’argomentare sulla coppia in un percorso-processo che dall’innamoramento conduce il lettore nei diversi momenti evolutivi della vita delle persone che vivono l’esperienza di coppia.

Chi legge è accompagnato da intermezzi poetici che, lungi dal distrarre dalla lettura, non solo la arricchiscono, ma gli conferiscono una veste particolarmente gradita. Ho apprezzatp l’ampio spettro da cui la questione della coppia e in particolare dell’amore è trattato. Sembra di poetr tracciare un arco che da Nietzsche conduce fino a Panikkar. Un arco all’interno del quale gli autori ben si collocano con il loro pensiero…

Non mi è sfuggita, e personalmente è ciò che della lettura mi ha maggiormente attratto, la sentimentalità e l’affettuosità con cui Giorgio e Dianora trattano dell’amore. Ne scaturisce un saggio intriso di profondo senso delle “umane cose” e del profondo amore che gli autori provano per l’ Amore.